Studio Ipergay: la PrEP protegge anche le persone che fanno meno sesso e la prendono meno spesso

Un sottogruppo dello studio francese Ipergay sulla profilassi pre-esposizione “on-demand” (PrEP) ha mostrato che la PrEP è stata altrettanto efficace per i partecipanti che hanno fatto meno sesso rispetto alla media e hanno quindi preso PrEP meno spesso, assumendola solo quando era necessario.

L’analisi è stata presentata alla IX Conferenza della International AIDS Society (IAS 2017), dalla ricercatrice dello studio Guillemette Antoni.

Il sottostudio è stato realizzato perché, anche se Ipergay è uno studio nato per vedere se la PrEP funziona anche quando è assunta solo se necessario, alcuni commentatori e persino gli stessi ricercatori dello studio hanno osservato che molti partecipanti di Ipergay facevano sesso e quindi prendevano la PrEP così spesso che erano come se effettivamente la stessero prendendo in modalità quotidiana.

Il regime “on demand” studiato in Ipergay prevedeva l’assunzione di una doppia dose di PrEP nelle 24 ore prima del sesso a rischio di HIV e quindi una pillola in ciascuno dei due giorni successivi; il regime quindi copriva tre giorni, perciò chiunque facesse costantemente sesso a rischio di HIV più di due volte alla settimana finiva per prendere la PrEP quasi ogni giorno.

Questo ha posto l’eventualità che lo studio Ipergay non fosse in grado di misurare effettivamente l’efficacia della PrEP se utilizzata solo quando necessario.

Il sottostudio ha pertanto esaminato l’uso di PrEP e le infezioni da HIV durante la fase controllata con placebo dello studio, in quelle persone che hanno preso meno del numero mediano di pillole rispetto agli altri partecipanti (15 o meno al mese).

Alcune persone potrebbero, naturalmente, aver usato un numero di pillole inferiore alla media perché il loro ricorso alla PrEP era saltuario o perché non stavano facendo sesso. I partecipanti a Ipergay venivano intervistati alla visita clinica che facevano ogni due mesi e in quella occasione veniva loro chiesto se, in occasione di rapporti sessuali a rischio, avevano usato la PrEP “sistematicamente”, “spesso”, “di tanto in tanto” o “per niente”. La sottoanalisi ha quindi riguardato solo gli uomini che hanno riferito di aver usato la PrEP “sistematicamente” ma che in effetti avevano usato meno pillole della media; questa è stata considerata come l’approssimazione più affidabile per identificare quegli uomini che usavano la PrEP secondo le indicazioni fornite nello studio, ma che facevano sesso a rischio solo occasionalmente.

Due terzi dei partecipanti dello studio ricadevano in questa categoria in almeno un periodo di due mesi durante la loro partecipazione (269 su 400). Tuttavia, siccome la loro vita sessuale e conseguentemente il loro ricorso alla PrEP cambiava durante lo studio, non ricadevano in questa categoria ad ogni visita. Il numero reale di persone-anno spesi in questa categoria era di 134 su un totale di 431,3 persone anno nello studio, che rappresenta il 31% del tempo speso nello studio stesso.

Il numero mediano di frequenza dei rapporti sessuali in questo sottogruppo era cinque al mese o poco sopra una volta alla settimana, ma il 25% faceva sesso due volte al mese o meno. Il numero di pasticche prese ogni mese era in media di 9,5 ma il 25% ne prendeva sei al mese o meno.

I ricercatori hanno quindi misurato le infezioni da HIV e hanno trovato che 6 delle 16 infezioni avvenute durante lo studio si sono registrate in questo gruppo. Tuttavia, tutte le sei persone che si sono infettate stavano assumendo il placebo mentre nessuna di esse era stata randomizzata a ricevere il Truvada.

Questo significa che in questo sottogruppo di partecipanti che facevano sesso a rischio meno della media ma usavano la PrEP in maniera consistente, la PrEP risultava completamente protettiva. Anche se ci sono meno persone-anno in questo gruppo che in tutto lo studio, l’intervallo di confidenza del 95% per questo risultato è simile (dal 39 al 100%) e la probabilità che il risultato sia stato ottenuto per puro caso è bassa (p=0,013). Va notato che l’incidenza annuale di HIV negli uomini di questo gruppo che prendevano il placebo (9,3% per persone-anno) era statisticamente equivalente a quella osservata nello studio in generale (6,6%) anche se numericamente superiore.

La PrEP, ovviamente, anche nelle persone che facevano sesso solo occasionalmente funzionava solo se assunta correttamente nei periodi in cui effettivamente facevano sesso. Ci sono state due infezioni tra gli uomini randomizzati a ricevere Truvada nello studio, ma entrambi avevano smesso di prendere la PrEP quando si sono infettati.

Il principale ricercatore dello studio, Jean-Michel Molina, ha commentato: «Anche se il numero di persone-anno in questo sottostudio è basso, speriamo che esso fornisca ulteriori evidenze che la PrEP on-demand è efficace. Ora che più di 3000 persone stanno prendendo la PrEP attraverso il sistema sanitario pubblico in Francia, con oltre la metà di loro che la assume on demand, ci aspettiamo di avere ulteriori conferme della sua efficacia».

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credits per la foto: Guillemette Antoni at IAS 2017. Photo by Liz Highleyman, hivandhepatitis.com