Studio sulla PrEP periconcezionale

A cosa serviva questo studio?
Fino a pochi anni fa, il metodo di concepimento raccomandato per coppie eterosessuali sierodiscordanti (con un partner sieropositivo e l’altro sieronegativo) che volessero avere un figlio era l’inseminazione artificiale con seme purificato dal virus. Attualmente, se il partner siereopositivo è in terapia antiretrovirale si può tentare il concepimento attraverso rapporti sessuali senza preservativo. Tuttavia, alcune coppie si sentono ancora timorose di provare il concepimento naturale. Per queste coppie, la profilassi pre-esposizione peri-concezionale (cioè da assumere nel periodo di massima fertilità) potrebbe aiutare a ridurre il timore. Lo studio è servito a valutare quanto questo sistema per ridurre il rischio di trasmissione sia accettato dalle coppie, sicuro, tollerabile ed efficace.

A chi si rivolgeva lo studio?
Allo studio, che si è chiuso nella prima metà del 2016, hanno partecipato coppie formate da un uomo con Hiv e una donna sieronegativa che desiderassero avere un figlio. Alle coppie venivano spiegati i vari metodi di concepimento disponibili e coloro che desideravano provare ad avere un figlio attraverso il concepimento naturale protetto dalla PrEP potevano entrare a far parte dello studio.

Quali sono stati i risultati dello studio?
Delle 27 coppie che sono state valutate per entrare nello studio, 4 non rispondevano ai criteri per partecipare, 5 hanno deciso di effettuare l’inseminazione artificiale, 6 hanno rimandato ogni decisione. Delle 12 coppie che hanno iniziato ad utilizzare la PrEP a giugno 2016, 2 hanno dovuto effettuare l’inseminazione artificiale per infertilità, 3 per altri motivi, 4 stavano tentando il concepimento e 3 erano in gravidanza dopo una media di 5 cicli di PrEP. Per quanto riguarda i motivi che rendevano la PrEP accettabile in questo contesto, 6 uomini e 2 donne delle 10 coppie che hanno utilizzato questo metodo, avevano paura di trasmettere o acquisire l’infezione al momento dell’arruolamento mentre durante la PrEP avevano ancora questo timore solo 2 uomini. Per quanto riguarda la sicurezza e tollerabilità del farmaco, solo una donna ha smesso di assumerlo a causa di un effetto collaterale (grave mal di pancia). Non si è verificato nessun caso di trasmissione dell’Hiv durante gli 89 rapporti sessuali verificatisi in 34 cicli di PrEP.